mercoledì 19 settembre 2007

LA SOSTENIBILITA' E IL SACCHETTO DELLA SPESA


L’ultimo anello della catena logistica


In Europa si consumano ogni anno 100 miliardi di sacchetti di plastica.
Un sacchetto impiega 200 anni per decomporsi naturalmente . Per accelerare il processo si inquina emettendo gas serra ,che si aggiunge a quello prodotto durante la fabbricazione ottenuta da idrocarburi.
Per produrre i sacchetti consumati annualmente si utilizzano 700 mila tonnellate di petrolio e si emettono 1,4 milioni di tonnellate di CO2.
Si puo cambiare il materiale usato producendo sacchetti biodegradabili ?
A Bruxelles si è discusso del problema proprio nel centenario della invenzione della plastica durante un convegno organizzato dal mondo agricolo europeo che ha proposto di usare il materiale biodegradabile al posto del petrolio:granturco,oliodi girasole,e vari prodotti agricoli.
Dai resoconti dei convegni non risulta però chiaro qunto costerebbe oggi il nuovo sacchetto e quali volumi bisognerebbe raggiungere per portare il costo a essere compatibile.
Ma non solo i sacchetti,anche le bottiglie e i contenitori vari oggi realizzati in plastica
potrebbero essere prodotti partendo da materiale biodegradabile di origine agricola.
Per trovare la giusta risposta economica nel valorizzare il costo delle alternative bisogna però considerare tutto il ciclo, dalla produzione allo smaltimento,nel rispetto degli obiettivi di riduzione sistematica delle emissioni complessive . Inoltre occorre valutare il vantaggio di contenere ogni volta che è possibile il consumo di risorse non rinnovabili a favore di materie riproducibili.
Se ne è parlato al Forum internazionale ,organizzato dalla Coldiretti con il gruppo Ambrosetti “Dal territorio la salute per la nuova Europa”.
L’Italia spinge in questa direzione con convinzione,per sostituire entro il 2010 i sacchetti di plastica con quelli ricavati dal mais,secondo quanto annunciato dal Ministro per l’Agricoltura Paolo de Castro.
Speriamo si avveri il tutto e chiediamo contributi e sugerimenti per accelerare il processo e ridurre l’impatto dell’ultimo anello della catena logistica sull’ambiente.

Giuseppe Ricca

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Le borse di mais si usano nei paesi del nord Europa ormai da 15 anni e noi italiani arriviamo sempre con fare sensazionalistico su realtà ormai collaudate altrove, diciamo dove c'è CIVILTA' ed EVOLUZIONE.
Ottimi i vostri post, grazie

Patty ha detto...

Thanks for writing this.